Disciplina: parola in codice che sta a indicare una tecnica sessuale che prevede l'uso di punizioni reciproche.
Esiste una vecchia e venerabile superstizione, che ha origine fra gli studenti delle private-school inglesi, sostenuta da una vasta letteratura, a partire dal De Usu Flagrorum di Meibom, secondo la quale le punizioni corporali sono una specie di Tabasco sessuale, il condimento erotico più piccante.
Infatti in nessuno spettacolo pornografico che si rispetti manca una scena di questo tipo.
Ciò è dovuto in parte al fatto che gli specialisti di quella tecnica non hanno dovuto subire nessuna delle repressioni riservate agli amatori del sesso vero e proprio o del sessantanove; le punizioni corporali sono ammesse dalla nostra cultura e considerate convenienti: vengono perfino distribuite in chiesa; il sesso è invece sconveniente.
Le punizioni corporali sono una tecnica che funziona o non funziona: non esiste via di mezzo. Per noi non funziona, per cui non parliamo per esperienza.
Si tratta di uno stimolo violento sulla pelle e già Freud è andato a fondo al simbolismo della punizione: le sue conclusioni hanno portato Skinner a formulare complicate argomentazioni su quali stimoli siano "negativi" e quali invece vengano percepiti come ricompensa.
A parte i mitomani e le persone a cui piace parlare e che sono molto più eccitate dall'idea che dal fatto reale, esistono individui per cui le punizioni corporali sono una cosa estremamente eccitante.
Per altri, che hanno veri problemi in proposito, possono essere addirittura necessarie per mettere in moto il meccanismo dell'eccitazione sessuale. Il sesso violento è per loro una necessità, non una stravaganza erotica.
Comunque la stimolazione della pelle e una sculacciata al momento giusto funzionano nella maggior parte dei casi.
Sono in molti a pensare che spingersi più in là sia controproducente in misura proporzionale all'entità della punizione (a volte si può addirittura arrivare a formulare teorie mistificatorie sul fatto che alle donne in particolare piaccia essere picchiate).
Nel caso di una coppia in cui uno dei partner voglia ricevere punizioni, l'altro non deve aver paura di lasciarsi andare a istinti selvaggi se lo accontenta.
Se invece uno dei partner vuole picchiare l'altro e quest'ultimo non è d'accordo o trova la cosa deerotizzante, la questione si fa più difficile: probabilmente la soluzione migliore per due persone che si amano è fare un po' di lotta scherzosa, senza botte vere e proprie.
Questo è uno dei casi in cui chiaramente due persone non dovrebbero essere amanti, visto che non esiste una buona comunicazione a livello di fantasie erotiche. Fate questo gioco a parole un po' di volte durante un rapporto sessuale normale.
Se invece volete praticare veramente questa tecnica ed è soprattutto il rituale a eccitarvi, non siate timidi: non abbiate vergogna a chiedere e a dare. Si può giocare alla bambina cattiva o alla padrona e allo schiavo o a qualunque altra cosa vi venga in mente; se la fantasia del vostro partner non fa per voi, non vi eccita, state al gioco e accontentatevi della soddisfazione che gli o le procurate.
Se invece vi interessano le sensazioni fisiche che il gioco procura, ritmo e stile sono molto più importanti della forza; anche il tormento e la sorpresa sono elementi che giocano un ruolo molto importante.
Cominciate gentilmente, con un colpo ogni due secondi, non di più: a poco a poco aumentate la dose finché il vostro partner comincerà a pregarvi di smettere e di non smettere.
Perché ci sia reciprocità, l'effetto e la lotta dovrebbero essere soddisfacenti dal punto di vista sessuale, non sadico.
L'intensità dei colpi di verga che si distribuiscono nelle saune dovrebbe bastare alla maggior parte delle coppie normali, ma le persone che si eccitano veramente a questo tipo di gioco lo vogliono molto più duro e insistono finché non rimangono i segni sulla pelle.
Ci si può limitare alle natiche oppure coprire l'intera superficie del corpo: schiena, pancia, seni e perfino il pene (attenti!) e la vulva (fate stendere la donna sul dorso, con i piedi sopra la testa attaccati alla spalliera del letto, le gambe spalancate; cominciate dalle natiche: poi date qualche colpetto leggero alle cosce e alla vulva per farla venire).
Oppure legate la "vittima" con le mani sopra la testa all'impianto della doccia e lavoratevela sotto il getto dell'acqua. Per provare sensazioni veramente decadenti, usate delle bacchette di betulla.
Potete fabbricarvele senza fatica: tagliate dei ramoscelli lunghi da 70 a 90 centimetri, con le foglie ancora attaccate, riuniteli in un fascio e bagnatelo prima dell'uso.
Se invece vi piace la coreografia un po' sadica, compratevi una bella frusta dall'aspetto terrificante e delle palette, che fanno molto rumore ma poco danno. Le persone che vogliono stimoli fisici di solito preferiscono le bacchette. Non usate mai il bambù: taglia come un coltello.
Non fate mai questi giochi erotici con persone sconosciute, per nulla al mondo.
Gli amanti di solito conoscono a sufficienza le reciproche reazioni e non si lasciano mai andare a eccessi. E non mescolate mai queste punizioni di carattere esclusivamente erotico con la rabbia vera e propria o con un attacco di ira: sarebbe pericoloso. Il gioco è bello se resta un gioco.
Liberamente tratto da "La gioia del sesso" di A. Comford